Skip to content

forma e ideologia

28 maggio 2016

copj170.aspFa sempre piacere ritrovare in gran forma un vecchio maestro come Gian Biagio Conte; il suo Virgilio – L’epica del sentimento (Einaudi 2002, ma ora pare fuori catalogo) raccoglie cinque saggi apparsi altrove ed accomunati dalla lunga fedeltà dell’autore al corpus virgiliano.

Il saggio più copioso di spunti è certamente il primo (Anatomia di uno stile) che, con qualche punta di sano feticismo, è dedicato al ruolo dell’enallage come caratteristica dominante dello stile di Virgilio (per farla breve, sarebbe la figura retorica per cui un aggettivo è attribuito ad un nome ma contestualmente si riferisce ad altro – l’esempio più famoso sono le sudate carte di Leopardi, in cui quello suda è Leopardi, non le carte), che, a partire spesso da parole di uso assai comune, produce lo straniamento di cui parlava l’anomimo Sul sublime e ci porta così a vette inattese.

Il secondo articolo affronta il celebre episodio di Aristeo ed Orfeo nelle Georgiche, tradizionalmente letto come epillio avulso dal resto e messo lì al posto dell’elogio di Cornelio Gallo caduto in disgrazia, idea che, malgrado attestata già da Servio, a Conte non piace affatto; pertanto cerca qui, convincentemente direi, di dimostrare che il testo ha la funzione di illustrare due paradigmi distinti, funzionali all’impianto ideologico del poema – Aristeo sarebbe figura ideale del pio e sottomesso agricola, mentre Orfeo rappresenterebbe il limite stesso della poesia d’amore che, quando tenta di intervenire sulla realtà, ottiene solo vane ombre ed immateriali echi.

C’è poi un densissimo articolo che, a partire da un verso dell’Eneide (II 503: quinquaginta illi thalami, spes tanta nepotum), sviluppa importanti riflessioni sul rapporto tra Virgilio e le sue fonti (Omero, ovviamente, ma non solo), mentre Defensor Vergili è una bella pagina di storia degli studi classici dedicata a Richard Heinze ed alla ‘riscoperta’ di Virgilio dopo i deliri romantici, che lo volevano ‘artificiale’ rispetto alla purezza omerica.

Chiudono la raccolta delle brevi riflessioni su Eneide X 24, in cui Conte difende una lectio difficilior (fossae per fossas) tornando a parlare di enallage e chiudendo così il cerchio.

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: