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utili, le crociate

21 febbraio 2016

51lAGRLd+cL._SX332_BO1,204,203,200_Credo che l’interesse registico di Pupi Avati per il medioevo risalga per lo meno a Magnificat (1993), film che indagava alcuni aspetti della società medievale, pervasa fino al midollo da un cristianesimo che sapeva moltissimo di paganesimo.

Al tema medievale è poi tornato con I cavalieri che fecero l’impresa (2001) che però uscì l’anno precedente come romanzo (!) – non mi è chiarissimo se sia nato prima come opera narrativa poi sceneggiata o come sceneggiatura poi romanzata – e che ho comprato secoli fa, probabilmente perché ne immaginavo un utilizzo didattico.

La dimensione ibrida tra romanzo e sceneggiatura risulta un po’ ridondante (alcuni paragrafi paiono proprio didascalie) ma la storia (cavalieri di ventura alla ricerca della Sindone a metà del ‘200) teoricamente poteva offrire sviluppi avvincenti. Purtroppo, ricerca storiografica a parte (la storia moderna della Sindone inizia nel 1353, terminus ante quem non si hanno attestazioni della reliquia – chissà perché… ), si trova poc’altro, in una scrittura farrigginosa che, più che mistagogica, risulta involuta ed i cavalieri che fecero l’impresa paiono degli esaltati mossi da una fede che è un miscuglio di superstizione e fatalismo – come tutti gli atti di fede, si potrebbe ribattere…

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