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and justice for all?

28 gennaio 2016

MAM_Vertical_Keyart_US.0Nel 1985 Steven Avery fu condannato, in seguito ad un processo per lo meno discutibile, per tentato stupro. Dopo 18 anni di carcere, un test del DNA dimostrò senza ombra di dubbio la sua innocenza e permise di identificare il vero colpevole.

Nel 2005 fu accusato di un altro crimine, ancora peggiore (sequestro, stupro, omicidio, vilipendio di cadavere etc. ), in seguito ad un processo per lo meno discutibile, seguito poi da un secondo processo che vide la condanna di un allora diciassettenne suo nipote, non esattamente una persona molto sveglia, anche qui con un procedimento per lo meno discutibile.

Nel 2016 sono ancora in carcere a proclamare la loro innocenza, uno senza possibilità di uscita e l’altro con una possibilità non prima del 2048.

La loro storia è raccontata in Making a murder , dieci ore di documentario montate e costruite in maniera tale da non farvi staccare dallo schermo, pur sapendo come andrà a finire.

Il documentario, cui le autrici hanno lavorato per dieci anni, è chiaramente innocentista, e, com’è comprensibile, le altre parti in causa (i procuratori, la polizia che viene esplicitamente accusata di aver falsificato delle prove per fare di Avery un assassino – da qui il titolo – , i parenti della vittima del secondo reato) hanno pubblicamente espresso il loro disappunto, se non disgusto, per una narrazione che li mette in cattiva luce o che riapre ferite considerate chiuse.

Detto questo, Making a murderer è un’esperienza estremamente coinvolgente dal punto di vista emotivo, sociologicamente affascinante (credo che il termine poco galante sia ‘white trash‘), giuridicamente intrigante ed umanamente forte.

Dove poi sia la verità, continuiamo a non capirlo, come sappiamo bene

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3 commenti leave one →
  1. 29 gennaio 2016 5:00 PM

    Queste storie mi fanno rabbrividire. Se penso che un niente può bastare per ritrovarsi invischiati in situazioni losche e non potersi difendere facilmente…
    Buon pomeriggio.

    Liked by 1 persona

  2. essecomeserie permalink
    25 luglio 2016 1:56 PM

    Perfettamente d’accordo con te: è la serie più coinvolgente che ho visto negli ultimi anni.. http://bit.ly/2alqsTh

    Mi piace

Trackbacks

  1. this ain’t OZ | cheremone

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