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prodromi di trump

27 gennaio 2016

81grFU2MvBL._SL1500_-1A pochissimi giorni dai caucus in Iowa, di fronte ad una probabile vittoria di Donald Trump e di tutto l’orrore che ciò porterebbe con sé, giova ricordare dove questo ha avuto inizio.

Le primarie del 2008 videro infatti da una parte (quella democratica) l’epico scontro tra Barack Obama ed Hillary Clinton e dall’altra (i repubblicani) una campagna elettorale che, iniziata con Rudy Giuliani in testa ai sondaggi (!) finì con la nomination del dignitoso John McCain che scelse però come candidata alla vicepresidenza l’allora sconosciuta governatrice dell’Alaska (uno stato, ricordiamo, fisicamente comprato dalla Russia), Sarah Palin.

Pareva la fine del mondo, ma alla fine il presidente divenne Obama e McCain sopravvisse al tutto, per cui si può immaginare che, anche se avesse vinto lui, non avremmo avuto Sarah Palin come presidente.

L’ascesa della Palin, il suo non sapere non tanto le risposte ma il non capire proprio le domande (copyright Fareed Zakaria), l’aver fatto diventare una campagna elettorale uno scontro tra i ‘veri americani’ ed un socialista kenyota affiliato coi terroristi, hanno secondo me reso plausibile l’ascesa di un Donald Trump, superando ogni decenza del populismo, per quanto questo abbia sempre fatto parte dello scenario politico (non solo in Italia, di cui siamo comunque ottimo esempio da decenni).

Per riguardarsi un po’ come andarono le cose, il libro fondamentale resta Game Change (di cui parlammo a suo tempo) ma, se uno poco tempo, c’è anche il film che ne è stato tratto dalla HBO e che ha scelto di soffermarsi solo sulla campagna McCain/Palin.

Il film segue nella prima parte le difficoltà di McCain nelle primarie, con l’ascesa, poi rivelatasi effimera, di voci radicali apparentemente sostenute dalla base; ottenuta la nomination, andando a contrapporsi alla possibilità, mediaticamente fortissima, di avere un primo presidente afroamericano, si cominciò a pensare ad un colpo di scena che potesse presentare la candidatura di McCain come ugualmente rivoluzionaria, affiancare cioè una donna al ticket (lo fecero anche i democratici negli anni ’80 contro Reagan, ma non avevano possibilità), e così, dopo una veloce ricerca su google, ecco arrivare Sarah Palin, scelta dopo solo 5 giorni di vetting (termine un po’ intraducibile, è essenzialmente un’analisi approfondita della biografia politica di un candidato per evitare brutte sorprese – tipo il fatto di aver vietato Harry Potter da una biblioteca pubblica, aver pretestuosamente licenziato un tizio che casualmente stava divorziando da tua sorella, non sapere la differenza fra Corea del Nord e Corea del Sud, avere un marito membro per 7 anni di un partito indipendentista, cose così).

E quindi, mentre McCain cerca di mantenere una certa dignità e non dare adito a teorie farneticanti sul suo avversario (è un islamico! è un terrorista! è un socialista! è nato in Kenya!), mantendendo invece il confronto su temi politici, Sarah Palin inizia a giocare col fuoco e ad alludere a tutto questo, confortata da una base che pare apprezzarla, imparando a memoria le poche cose che la possono far sembrare competente ed andando a ruota libera sul resto, affossando così la candidatura di McCain e, tristemente, riducendolo a primo responsabile della catastrofe, visto che la scelta finale fu comunque sua.

A posteriori è impossibile dire se un VP più tradizionale (Tim Pawlenty?) avrebbe cambiato le cose, ma mi pare indubbio che Sarah Palin abbia sdoganato il peggio del peggio della politica statunitense, condannando o il partito repubblicano a perdere tutte le elezioni da allora al 2030 o gli Stati Uniti ad avere una persona come Donald Trump alla presidenza, come cominceremo a capire tra qualche giorno…

Al momento non ho notizie di un film sulla campagna elettorale del 2012 (il cui libro di base è Double down, degli stessi autori), che, non l’avrei mai pensato, non mi toglieva il sonno come questa…

PS

Sono basito dal fatto che quando ho scritto queste righe (pubblicate oggi) Sarah Palin non aveva ancora ufficialmente appoggiato la candidatura di Trump!

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