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zombies and life

20 gennaio 2016

711kA4tlaeL._SL1034_Mentre si attende la ripresa della nuova stagione, è interessante rivedere The walking dead e notarne il progressivo miglioramento.

La seconda stagione, per quanto ben fatta, era narrativamente non riuscitissima, soprattutto  per il prolungarsi di due situazioni non estremamente dinamiche (la ricerca di Sophia e la permanenza dei nostri eroi nella fattoria), e si era per questo attirata alcune critiche.

Gli autori hanno chiaramente imparato dai loro errori, e così la terza stagione, per quanto analogalmente statica (è quella della prigione) fu, fino a quel momento, la più riuscita.

Rick & co. arrivano infatti ad un carcere abbandonato (oddio, ci sono alcuni prigionieri ma, come dire, durano poco… ) e vi si stabiliscono, mentre Andrea e la new entry Michonne finiscono alla poco distante cittadina dove fanno conoscenza con il personaggio del Governatore, il ‘cattivo’ per ora meglio sviluppato di tutta la serie, e quando le due vicende si accavallano The walking dead raggiunge i suoi momenti migliori, quelli in cui non si può mai dire chi sopravviverà e chi non, anche perché a suo tempo non avevamo ancora imparato che Glenn non muore mai

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