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we’ve been conquering america, heads are spinning around

10 dicembre 2015

tavianicolomboHo vaghi ricordi di aver chiesto (alla professoressa delle medie?) se alla fine Colombo avesse avuto la consapevolezza di aver davvero scoperto un nuovo continente o se fosse morto serenamente convinto che Cuba fosse il Giappone.

Ho finalmente trovato la risposta (“penso che questo sia un grandissimo continenente, sconosciuto fino ad oggi”, scrive nel Giornale di bordo il 15 agosto 1498) in L’avventura di Cristoforo Colombo di Paolo Emilio Taviani, uno dei libri più belli che mi sia mai capitato di leggere (tristemente fuori catalogo – mi chiedo quando gli editori scopriranno l’esistenza degli e-book…).

Scritto divinamente, percorre la biografia del genovese, i suoi quattro viaggi tesi a buscar el levante por el poniente ed illumina la figura del più grande navigatore della storia, passato rapidamente dagli onori alle miserie, per poi morire in mezzo ad una triste indifferenza, e divenire infine (come salma) oggetto di controversie internazionali che lo videro sepolto a giorni alterni sulle due coste dell’Atlantico.

Collocato a cavallo tra Medioevo e Rinascimento (non per niente i manuali fanno sempre partire la storia ‘moderna’ dal 1492), Colombo ha saputo guardare il futuro senza riuscire ancora a staccarsi da un passato spesso cupo (una delle sue prime proposte è quella di vendere i nativi come schiavi, e le pagine sul loro genocidio sono amarissime), con tutto il suo bagaglio filosofico, teologico e scientifico, così difficile da superare.

E sul tema del genocidio e degli orrori della storia, sulla facile giustificazione che in fondo Colombo era un uomo del suo tempo, Taviani cita quanto Manzoni scrive (nel cap. XXII dei Promessi sposi) sul cardinal Borromeo e sulla caccia alle streghe:

Chi lo volesse difendere in questo, ci sarebbe quella scusa così corrente e ricevuta, ch’erano errori del suo tempo, piuttosto che suoi: scusa che, per certe cose, e quando risulti dall’esame particolare de’ fatti, può aver qualche valore, o anche molto; ma che applicata così nuda e alla cieca, come si fa d’ordinario, non significa proprio nulla.

Più che un uomo del suo tempo, Colombo era solo un uomo…

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