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de delictis et de poenis

24 agosto 2015

santaluciaCerca e ricerca, pare che alla fine abbia trovato un libro di diritto romano comprensibile ai più, senza per questo rinunciare a rigore scientifico e buon apparato bibliografico.

Sarà che l’argomento mi era in parte già noto, ma La giustizia penale in Roma antica di Bernardo Santalucia mi sembra davvero una buona introduzione al tema.

Costruito in rigoroso ordine storico segue, fedelmente al titolo, l’esercizio della giustizia penale nella Roma monarchica (quando il tema è ancora legato a quello della vendetta), per passare poi alla prima età repubblicana (l’advocatio ad popolum, le leggi delle XII Tavole), in cui il sistema giuridico prevedeva che gli accusati venissero processati di fronte al popolo, riunito, a seconda dei casi, per centurie o tribù (chissà se viene da qui l’idea della giuria ‘di pari’ del sistema statunitense).

Il densissimo capitolo 4 illustra invece le modifiche radicali al sistema che portano, a partire dal II sec. aC, alla creazione di corti di giustizia permanenti, che Silla organizzerà in maniera piuttosto stabile, a seconda del reato (estorsione, perduellio, brogli elettorali, peculato, omicidio, falsificazione) fin quando, già con Augusto, la penalistica diventerà di competenza del princeps o del Senato.

A partire dal III secolo dC, il sistema si fa sempre più complesso (l’Impero è diviso in quattro prefetture, a loro volta divise in diocesi, poi ripartite in provincie – e la tripartizione territoriale diventa base per i vari gradi di appello) e, con l’avvento del cristianesimo, si cominciano a punire, chessò, i cristiani che si convertono al giudaismo o che hanno simpatie manichee…

Particolarmente interessanti, infine, sono le riflessioni sul carcere (il Digesto avverte che “il carcere è destinato a custodire gli uomini, non a punirli“) e sulle inascoltate grida dei decreti imperiali che invitavano a rispettare quelli che chiameremmo ‘diritti umani’ dei carcerati, come il divieto per i carcerieri di maltrattare i detenuti o di trattenerli sotto custodia oltre il tempo necessario…

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