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ma via, che t’importa, si disse, è solo letteratura

10 agosto 2015

santagatasaltoPer la serie ‘libri che non ricordo perché ho comprato’, Il salto degli Orlandi di Marco Santagata si è rivelato una piacevole sorpresa; si tratta di tre racconti lunghi (soprattutto il primo) che prendono titolo da quello centrale, in cui l’Orlando dell’Ariosto comincia ad interrogarsi furiosamente sulle sue origini mentre l’Orlando del Boiardo sente un senso, come dire, di incompletezza, cosa che porterà i due a saltare da una pagina all’altra dei rispettivi volumoni che li comprendono (l’Orlando furioso e l’Orlando innamorato, avrete capito), incontrando per strada le diverse incarnazioni della loro storia (chessò, l’Orlando innamorato raccontato da Italo Calvino) e ritrovandosi l’uno nella vicenda dell’altro.

Analogo il terzo racconto (La grande riforma), in cui i personaggi della letteratura si organizzano per una trasmigrazione di massa l’uno nel libro degli altri, mentre il primo (Il copista) presenta un Petrarca vecchio, malandato ed astioso che, più che pensare a Laura, si interroga sui suoi figli legittimi o meno in giro per l’Italia ed è forse il migliore dei tre, per quanto meno fantasioso e profondamente triste…

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  1. iriseperiplo permalink
    10 agosto 2015 9:27 PM

    Ciao! Spero ti faccia piacere, ti ho nominato per un tag: https://iriseperiplo.wordpress.com/2015/08/10/a-colpi-di-tag-vita-da-lettore/ 🙂

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