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stent 2

17 luglio 2015

51nNWM87yKLCome scrivevamo qua, la prima stagione di Star Trek Enterprise avrebbe potuto essere molto peggio di quanto fu effettivamente e, tutto sommato, aveva trovato un discreto equilibrio tra l’effetto nostalgia, insito nell’essere un prequel all’intera saga, e la voglia di raccontare qualcosa di nuovo.

La seconda stagione, ahimé, manca completamente il bersaglio e contiene alcuni degli episodi più insulsi della storia del franchise, diventando rapidamente lo zimbello di tutti i fan di ST. 

Si apre decentemente con la seconda parte di Shockwave ed il secondo episodio (Carbon Creek) riesce a rendere credibile la vicenda di tre vulcaniani che finiscono nella Pennsylvania degli anni ’50 ed inventano il velcro. I problemi iniziano con Minefield, l’episodio in cui i nostri eroi vengono a contatto coi Romulani; solo che, come attesta un episodio della serie originale, nessuno li aveva mai visti prima,  e gli autori sono quindi costretti a non mostrarli, rendendo l’episodio forse intrigante dal punto di vista dei personaggi ma di certo noiosissimo da quello degli spettatori, costretti a sorbirsi un interminabile dialogo tra Archer e Reed impegnati nel tentativo di disistallare una mina.

La cosa del nemico ‘invisibile’ sarà parsa agli autori un’idea geniale (od economica?) al punto che l’hanno ripetuta subito dopo in Dead stop, episodio insignificante rispetto al momento più basso di Enterprise e di tutto Star Trek: A night in sickbay.

Avrei voluto scrivere qualcosa sulla mostruosità di una puntata che verte interamente sul fatto che il cane del capitano Archer abbia problemi di salute e che quindi il suo padrone soffra di insonnia, ma ho trovato chi lo ha fatto meglio, in un’analisi lunga e spietata dell’episodio ed in generale di quanto non ha funzionato nella serie. Sta qua.

A night in sickbay è il punto di non ritorno e da qui in poi c’è poco da dire: ci sono episodi che sono la brutta copia di puntate delle altre serie (Singularity viene da The naked time, Vanishing point da The next phase) e puntate che sarebbero belle (Dawn) se non fossero copia di film di vent’anni prima – si salvano un paio di episodi, come Cogenitor (che affronta in maniera drammatica il tema dell’intercultura) o Regeneration (che con un paradosso spazio-temporale presenta la ‘prima’ apparizione dei Borg), mentre il finale di stagione, The expanse, introduce una soluzione narrativa inedita per Star Trek e che renderà molto particolare la terza stagione…

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