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ma, ahimé, sei nata tu

16 luglio 2015

ladyoscarQualche anno fa lessi un libretto su Lady Oscar, cosa che mi è tornata in mente in seguito ad una recente ‘polemica’ de Il Foglio, che, pur avendo un nuovo direttore, continua sovente la sgradevole tendenza alla pretestuosità.

Fulcro della ‘polemica’ sarebbe che i cartoni animati di oggi (che secondo loro coincidono con Peppa Pig) sono ben diversi da quelli di una volta, tipo Candy Candy o, appunto, Lady Oscar, cartoni animati che affrontavano cioè temi ben più impegnativi di una gita al mare o un pic-nic in campagna.

L’articolo fa venire i nervi, in primis perché è privo di ogni senso logico paragonare una cosa prodotta per bambini di 5 anni ad un manga/anime che si rivolgeva ad un pubblico di adolescenti/adulti (è come dire che Maramao perché sei morto non ha la stessa complessità musicale di Bohemian rhapsody) e poi perché, nel fervore fogliante di attaccare la ‘modernità’ (cioè Peppa Pig – a tanto si sono ridotti), ignora che avrebbero potuto attaccare Lady Oscar perché ‘gender’, tanto per citare altre pretestuose polemiche che da quelle parti tirano sempre, e difendere piuttosto la tradizionalità di una famiglia di maialini, o no?

L’unica cosa utile dell’articolo è il riferimento ad un altro recente libro su Lady Oscar, in cui Valeria Arnaldi, con un uno stile, come dire, poco soppesato (Gli uomini che amano Oscar sono quelli che riescono a intravederne la fragilità segreta, una verginità emotiva da deflorare, p. 12) illustra prodromi (La principessa Zaffiro, che, scopro, è degli anni ’50), genesi e sviluppo della vicenda della fanciulla che, educata come maschio nella Francia del ‘700, si scopre gradualmente donna e rivoluzionaria fino al tragico epilogo presso la Bastiglia, il 14 luglio del 1789.

Il libro, di cui è particolarmente pregevole l’apparato iconografico, è dedicato più al manga (il fumetto originario) che all’anime (il cartone animato su cui si è formata la mia generazione) ed in generale all’opera omnia dell’autrice (Ryoko Ikeda), su cui si spendono pagine e pagine a ripetere le stesse cose. Malgrado questo, resta una lettura imprescindibile per chi ricorda l’anime

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