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il futuro è sempre distopico

10 luglio 2015

81Dqh4VAHnL._SL1500_Fringe è uno di quei pochi casi in cui un canale televisivo (in questo caso la Fox) ha voluto scommettere su una serie, anche se i suoi risultati non erano, in ottica di ascolti, tali da giustificarne la sopravvivenza (forse per farsi perdonare la tragedia della cancellazione di Firefly).

Eppure, un po’ perché un pubblico numericamente scarso ma emotivamente coinvolto può essere più importante di una platea numerosa ma disattenta ed un po’ perché pare piacesse alla direzione del canale (!), Fringe è riuscito ad avere una quinta ed ultima stagione che, per quanto breve (13 episodi) ha permesso una (più o meno) dignitosa conclusione della vicenda, iniziata come una sorta di X-Files da poco ma presto diventata ben altro.

La stagione si apre in un futuro distopico (yeah) dove il mondo è controllato dagli Osservatori ed i nostri eroi devono recuperare delle vecchie videocassette (in formato beta!) su cui il dottor Bishop ha illustrato un piano per salvare l’universo, e prosegue con svariati riferimenti alla sua ricca mitologia, dando, dicevamo, dignità al finale – cosa rara, va detto.

Uno dei momenti più belli della serie è comunque quello in cui Walter ascolta Only you degli Yazoo:

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