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il segreto è nelle spalline

4 luglio 2015

81go8TwoaWL._SL1500_Nell’anno del suo 31° anniversario, è appena uscita l’edizione che celebra il 30° anniversario di Private dancer, il suo album del 1984. Ritardo a parte, l’occasione è ben gradita, perché Private dancer è uno dei dischi fondamentali degli anni ’80, non solo perché salvò la carriera di Tina Turner dal tracollo ma perché è praticamente perfetto.

Dei 10 brani originali, ben 7 (!) sono stati pubblicati come singoli, da Let’s stay together a Better be good to me, passando per una curiosa cover di Help dei Beatles a What’s love got to do with it, da I can’t stand the rain (che come sonorità era almeno una quindicina d’anni avanti) al suo momento più alto, la title track scritta da Mark Knopfler che è essenzialmente cantata dal punto di vista di una prostituta d’alto bordo:

La nuova edizione comprende un secondo disco di lati b, remix e qualche rarità (il duetto con David Bowie, Tonight), ma la cosa migliore è certamente We don’t need another hero, che, per quanto priva di ogni senso fuori dal contesto da cui deriva (Mad max III, se non ricordo male), è meravigliosamente topica:

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