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triplette

23 giugno 2015

copSe si sopravvive al monumentale testo di Georges Dumezil su La religione romana arcaica, il suo Matrimoni indoeuropei è una passeggiata.

In poche pagine riassume infatti la sua idea di fondo (le tre funzioni, politico-religiosa, militare-guerriera e socio-economica, dell’originale triade divina romana – Giove, Marte e Quirino) applicandola specificatamente ai tre tipi di matrimonio attestati nella Roma arcaica, la confarreatio, lusus e la coemptio, mettendoli a confronto con i modi del matrimonio indiano (sarebbero otto, ma per magia diventano più o meno tre), sviluppando così quelle comparazioni intellettualmente stimolanti che costituiscono l’aspetto più affascinante del suo lavoro.

L’attenta lettura del passo di Livio sul ratto delle Sabine, la successiva guerra e l’inattesa pace imposta dalle donne, rivela come i tre tipi siano in qualche modo presenti nel racconto dell’Ab urbe condita perché, come sempre, Livio dice più di quanto scrive.

Un piccolo libro prezioso, davvero.

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