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greek mode

23 maggio 2015

51jyGAllhTL._SS280Tra le milioni di cose che non sapevo, compariva fino a ieri sera anche l’esistenza delle Marsheaux, due fanciulle greche attive da più di dieci anni che fanno musica elettronica e sono fan sfegatate dei Depeche Mode; l’unione delle due cose ha portato ad una scelta particolare per il loro quinto album.

Il loro A broken frame è, infatti, il secondo album dei DM rifatto nota per nota, con giusto equilibrio tra fedeltà ed innovazione.

Non è una scelta scontata, anche perché il disco originale (1982) fu, per i DM, il primo scritto da Martin L. Gore dopo che Vince Clark, che aveva composto il loro primo album (Speak & Spell, quello con Just can’t get enough), decise di lasciare il gruppo e andare per altre strade ed è, comprensibilmente, un lavoro ancora immaturo ed un po’ infantile (See you) – la piena maturità l’avrebbero raggiunta con Some great reward (1984) e Black celebration (1986).

In tutto questo, le Marsheaux riescono a renderlo attuale e moderno (il che, per un disco che già allora guardava al futuro, non era impresa facile) e mantengono immacolatamente perfetta una delle cose più belle dei DM, la strumentale Nothing to fear:

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