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popuskin

29 aprile 2015

puskinfiabeAd un certo punto, il sempre fecondo Puskin si è messo a scrivere fiabe in versi (sette, pare, ma qui ce ne sono solo tre), credo perché facesse molto ‘romanticismo’.

La prima (Storia del pop e del suo servo Baldà) mi ha interrogato a lungo su cosa il traduttore (il compianto Tommaso Landolfi) avesse reso con ‘pop’ (cercare su internet ‘pop russo’ porta alle TATU) ma credo si tratti di un pope (il parroco ortodosso) che cerca di fregare il suo servo senza riuscirsi; il secondo racconto (Storia del pescatore e del pesciolino) verte, intuitivamente, su un pescatore ed un pesciolino , mentre il terzo (Storia del galletto d’oro) allude così sottilmente allo czar Nicola I che ogni riferimento mi è completamente sfuggito. Vabbé, ho letto di meglio.

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