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mad about the boy

7 aprile 2015

belovedandgodL’imperatore Giuliano (361-363 dC) trovò tempo, oltre che per restaurare il paganesimo, anche per scrivere una valanga di cose, ora non proprio riuscitissime (l’Inno alla Madre degli Dèi), ora tragicamente perse (il Contro i Galilei sarà stato un filino livoroso, immagino), ora assai intriganti.

A quest’ultima categoria appartiene I Cesari, una sorta di simposio platonico organizzato da Romolo in cui si ritrovano i vari imperatori della storia romana e gli dèi votano su chi sia stato il migliore (indizio: non Costantino, che con l’Editto di Milano diede libertà di culto ai cristiani).

Se non ricordo male, Adriano (di cui so tutto, praticamente giorno per giorno) è presentato come un vecchio rincoglionito alla ricerca del suo amato Antinoo (sulla cui effettiva divinizzazione, evidentemente, si avevano dubbi): “qualcuno gli dica che non è qui!” – esclama Sileno – “ed abbandoni queste follie!” (311d); ma siccome queste follie sono decisamente affascinanti, ho recuperato Beloved and God, il lavoro di Royston Lambert che, ormai trent’anni fa, fu il primo testo moderno dedicato a ricostruirne la storia.

Antinoo, come noto, fu il fanciullo amato dall’imperatore Adriano, morto in circostanze non limpidissime annegando nel Nilo nell’autunno del 130 dC e poi divinizzato dall’imperatore, che promosse un vero e proprio culto del giovane, diffuso in più o meno tutto il mondo greco-romano, con tanto di templi, sacerdoti ed agoni sportivi e, soprattutto,  una copiosissima produzione artistica che fa sì che, dopo Augusto ed Adriano stesso, sia il soggetto più diffuso della statuaria antica.

louvre-antinoo_618x303Il lavoro di Lambert, certamente invecchiato in alcune sue derive moralistiche, resta fondamentale come punto di partenza per lo studio della vicenda, per quanto qualora si spinga un po’ troppo avanti nelle conclusioni (l’idea di fondo dell’autore è che Antinoo si sia auto-immolato, convinto di poter così garantire nuova vita all’amato e nel contempo favorire la piena del Nilo che, mancando da due anni, stava seriamente mettendo in crisi l’economia dell’Impero e soprattutto il ruolo salvifico di Adriano che si era nel frattempo auto-proclamato dio. Fonti antiche sulla cosa? UNA).

Sullo sfondo, ed è la parte più interessante del libro (oltre a qualche informazione su Antinoopoli, la città egiziana fondata da Adriano in suo onore, di cui resta pochissimo), c’è il contrasto tra paganesimo e cristianesimo (i Padri della Chiesa sono particolarmente scatenati su Antinoo, non solo per il tema dell’omosessualità ma anche per l’idea che un uomo potesse diventare dio, parrebbe), in un’epoca di angoscia e sincretismo che, proprio ad Antinoopoli, produsse una curiosa stele, in cui Antinoo (?) è tanto cristiano quanto immancabilmente dionisiaco, con un bel grappolo d’uva nella mano sinistra ed un crocifisso nella destra…

antin-stele

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