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montagne

25 febbraio 2015

copj170La copertina di Non con un lamento di Giorgio Di Vita è un po’ ingannevole: non è un ‘romanzo’ quanto un viaggio nella memoria, e la figura di Peppino Impastato resta decisamente in secondo piano.

Detto questo, è il ricordo affettuoso di un’amicizia, che per modestia pare più una conoscenza affettuosa, e di un periodo in cui una generazione, prima di darsi ad altro, tentò, nella Sicilia degli anni ’70, di cambiare un po’ le cose, dicendo esplicitamente quella che pare una brusca ovvietà ma che allora, e forse anche oggi, può costare la vita: la mafia è una montagna di merda.

Sullo sfondo, quello che rende ‘generazionale’ il ricordo, attraverso pagine più (il ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, avvenuto lo stesso giorno in cui si seppe della morte di Impastato) o meno note (un incidente aereo di cui nulla sapevo) della storia italiana degli ultimi quarant’anni ed un finale malinconico – ed in fondo profetico – in cui la rivoluzione finisce presto perché si va tutti a vedere La febbre del sabato sera…

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