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secondo aristotele la dottrina atomistica (come ogni altra dottrina che non sia la sua) è sbagliata

12 febbraio 2015

aristotelefisicaivNon c’è tre senza quattro, per cui, dopo il terzo libro della Fisica aristotelica, ho affrontato il quarto, essenzialmente dedicato ai mai controversi concetti di luogo, vuoto (che non esiste, eh) e tempo.

L’edizione che ho io, a cura di Laura M. Castelli, si prefigge l’arduo compito di tradurre e commentare uno dei testi più ostici del pensiero greco, soprattutto laddove cerca disperatamente di definire concetti un filino astratti (“il tempo è numero del movimento” – no, neanch’io ho capito cosa voglia dire).

Il lavoro è encomiabile, per quanto produca un certo senso di vertigine intellettuale; l’unico consiglio è di ripensare la traduzione di sintagmi come to; nu:n, che la curatrice rende con “l’ora”, mentre avrei preferito qualcosa come “l’adesso”*, perché frasi quali “l’ora è la continuità del tempo” si prestano, in una lettura affrettata perché devo preparare verifiche di latino, a fraintendimenti (pensavo volesse dire un’ora e non un ora senza apostrofo – il greco, come l’inglese hour/now, distingue chiaramente le due parole, è l’italiano che è bastardo dentro).

*orrore orrore, ad un certo punto (cap. 13) Aristotele tira in ballo altre parole greche, tradotte come “adesso”, “appena” o “istantaneamente”. Chiaramente, non c’è scampo.

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