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freak like me

10 febbraio 2015

91LwutIdULL._SL1500_La prima stagione di American Horror Story ci aveva portato in una classica casa infestata, la seconda (di gran lunga la migliore) in un manicomio criminale dei primi anni ’60, la terza in una New Orleans infestata da streghe.

La quarta, da poco conclusasi, è sottotitolata Freak Show e vede Jessica Lange, con un meraviglioso accento tedesco, dirigere un circo itinerante nella Florida degli anni ’50, con tutto l’armamentario di fanciulle a due teste, donne barbute e ragazzi-foca e con in più l’appendice di una serie di individui ‘disturbati’ che potremmo serenamente definire serial killer (il mio preferito è il Patrick Bateman ante litteram).

Gli autori ci avevano già abituati a momenti surreali ed un filino anacronistici, ma qui si raggiungono vette splendide, come quando Jessica Lange canta Life on mars di David Bowie (che fa da colonna sonora quasi a tutto, visto che nell’ultima puntata canta pure Heroes):

Una cosa così vale da sola il biglietto d’ingresso…

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