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velvet pop

12 dicembre 2014

68357814_300x300_1E dopo il classico debutto di The Velvet Underground & Nico e  la riedizione di White light/White heat, la trilogia è completa con l’edizione che celebra i 45 anni di The Velvet Underground, il loro primo disco scritto interamente da Lou Reed e senza contributi di John Cale.

Per quanto commercialmente sia stato (al tempo) un disastro, è certamente il loro disco più accessibile e pop, non tanto per i testi, che stanno sempre dalle solite, pregnanti parti (Candy says, per dire, è il racconto di una transessuale della Factory), quanto per la musica (Beginning to see the light, la perfetta Pale blue eys).

La riedizione non offre rarità particolari, se non la registrazione di un paio di date al Matrix nel novembre del 1969, che guardano tanto al passato (Heroin, Waiting for the man) quanto al futuro (Sweet Jane).

Disco essenziale, non serve dirlo

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