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una canzone a caso – 140

30 novembre 2014

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George Michael, Freedom

Uno dei momenti topici nella vita di una boyband è quello in cui uno dei membri se ne va, per tentare strade soliste e diventare un artista ‘maturo’.

Gli esempi sono innumerevoli ed ogni generazione ha avuto il suo piccolo dramma (Robbie Williams che lascia i Take That, Ronan Keating che abbandona a se stessi i BoyzoneCharlie Simpson che esce dai Busted, Justin Timberlake che ha ancora più successo da solo che con gli *Nsync) ma, in attesa che qualcuno lasci gli One Direction (i miei soldi sono su Zayn), vale la pena di guardare all’archetipo della cosa, a cominciare da Bad boys degli Wham!:

Ecco, malgrado questo, dovete sapere che George Michael stava già pensando ad altro e che, mentre gli Wham! continuarono per un po’ di anni, lui fece un paio di singoli da solo, come la pretenziosa A different corner e l’assolutamente perfetta Careless whisper:

Gli Wham! si sciolsero nel 1986 dopo un trionfale concerto a Wembley e già l’anno dopo George Michael conquistò il mondo con un disco spettacolare quale Faith (se ne parlava qua), ma il disco ‘maturo’ sarebbe uscito solo nel 1990 ed il suo secondo estratto, Freedom (Freedom 90, ad essere precisi, per distinguerlo da una canzone degli Wham!), sarebbe stato una struggente disamina della sua carriera fino a quel punto. Il video, che è un trionfo di fotomodelle, è ugualmente incredibile:

Il testo parla del periodo con gli Wham! (Heaven knows I was just a young boy / Didn’t know what I wanted to be / I was every little hungry schoolgirls pride and joy /And I guess it was enough for me), del suo primo disco da solo (Brand new clothes and a big fat place / On your rock and roll TV), del capire se stessi (There’s something deep inside of me / There’s someone else I’ve got to be), della consapevolezza degli errori passati (But when you shake your ass / They notice fast /And some mistakes were build to last) e della decisione di cambiare radicalmente strada, anche musicalmente (I’ll hold on to my freedom / May not be what you want from me / Just the way it’s got to be / Lose the face now / I’ve got to live).

Direi che non c’è da stupirsi che la prima cosa di Robbie Williams da solo fu proprio una sua versione di Freedom

 

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