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cambiare tutto per non cambiare niente

20 novembre 2014

71eEC39Z47L._SL1430_Sul mercato esistono una valanga di antologie di David Bowie: le principali sono le due chiamate Changesonebowie e Changestwobowie, seguite, nel 1990, da una singola Changesbowie, caratterizzate, direi, dall’idea di ‘cambiamento’ che ha accompagnato la sua carriera (prima quasi folk, poi più o meno glam, poi chiaramente pop e spesso rock, negli anni ’90 tipo jungle).

Changesbowie fu per me la prima e mi fece scoprire Space oddity e da lì sarebbe nato un certo interesse, poi approfondito con la più completa The singles collection e la teoricamente definitiva Best of Bowie, fin quando, a sorpresa, è arrivato un nuovo album, The next day, che ha aggiunto nuovo materiale ad un catalogo sterminato che, fino ad ora, non aveva avuto una sintesi organica.

A tale scopo servirà invece una nuova antologia, chissà se definitiva, intitolata Nothing has changed, quasi a rinnegare i cambiamenti di cui sopra e volta invece ad immaginare una continuità che, dalla vecchissima Liza Jane, attraverso China girl, arrivi fino a The stars are out ed alla totalmente nuova Sue (or in A season of crime), disponibile su due o tre cd.

Disposta curiosamente in ordine cronologico decrescente (dalle ultime cose agli inizi, sul modello, giova dirlo, del Greatest hits dei Take That), l’edizione da 3 dischi (quasi 60 brani) è davvero tutto quanto si potesse desiderare, con alcune cose che magari uno si era perso per strada (Buddha of suburbia, le versioni a 7″ di molti singoli – manca The laughing gnome, cosa che indica che la tracklist l’ha scelta lui), e comprende, ovviamente, 10 di quelle che, quasi tre anni fa, decretammo essere le sue dieci migliori canzoni (manca Waiting for the man, che comunque era dei Velvet Underground).

Il fatto che l’inedito Sue non sia un avanzo delle registrazioni di The next day ma un brano inciso per l’occasione, fa sperare che ci sia un giorno un’appendice a questo corpus che resta, banalmente, fondamentale.

A sceglierne una a caso, questa è Starman:

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