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to moscow chicks he was such a lovely dear

14 ottobre 2014

puskineugenioBen sopravvissuto a Poesie e Poemi di Puskin, ho affrontato Eugenio Oneghin, che è tecnicamente un “romanzo in versi”, non esattamente il genere letterario più à la page nel XXI secolo, diciamo, per quanto nell’800 avesse i suoi estimatori.

Anyway, il vecchio Eugenio è una sorta di incrocio fra un dandy wildiano ante litteram ed il giovin signore di Parini (cui mi pare alludere il tono leggero della traduzione in versi ad opera di Giovanni Giudici, che sta qua), con i riflessi malinconici di un Gozzano.

La sorella di Olga, fidanzata del suo amico Vladimir, Tatjana, si innamora di lui e gli scrive in francese (l’amore in russo finora / le dame non rendono palese) ma lui la rifiuta (perché non vuole incastrarsi in un amore borghese, tipo); tempo dopo, Vladimir lo invita all’onomastico di Tatjana e per vendetta Eugenio balla la mazurka con Olga e fa ingelosire Vladimir e la cosa porta ad un duello e tanto poi il tutto finisce con un marito conte ed una gelida indifferenza.

Drammone romantico, si direbbe, ma il narratore fa spesso il cinico (qui si aspetta una rima in ‘cielo’ / il lettore; beh, se la tenga!) e non pare crederci granché (romanticismo lo chiamano / anche se niente io ci vedo / di romantico), per cui non capisco bene cosa volesse dirci il buon Puskin, a dirla tutta…

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