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it’s only just light years to go – cheremone’s concorso – 12 – the end!

15 settembre 2014

Versione breve:

I feel like taking all my clothes off, dancing to the Rite of Spring

Versione lunga:

Il concorso a cattedre venne bandito (ministro Profumo, praticamente eoni fa) a settembre 2012, con qualche (mia) perplessità sull’effettiva esistenza dei posti messi a concorso, diciamo. Uno comunque si iscrive e nel freddo dicembrino fa il test di preselezione, che supera in maniera imbarazzantemente brillante. A febbraio si fanno gli scritti (italiano che continua qua, latino – 1 e 2 –  e greco – 1 e 2), poi si aspettano i risulatati. A LUNGO.

Ad un certo punto del 2013 arrivano, scaglionati, i risultati ed iniziano (solo per chi ha superato gli scritti) gli orali, mentre diventa lampante che non vi saranno comunque immisioni in ruoli nei tempi previsti (settembre). Ma uno va avanti, e, superati tutti e tre gli scritti, fa l’orale di italiano, latino, greco e diventa ufficialmente ‘vincitore’.

Siamo ormai nella “calda” estate del 2014 e si attende di scoprire cosa sarà di noi; si scopre, ad esempio, che nella classe di concorso A052 (latino/greco) ci sono 1 posto nella provincia di Latina, 1 nella provincia di Viterbo e 5 (!) in quella di Roma – questo perché, mentre le classiche graduatorie delle supplenze annuali (e delle immissioni non da concorso ‘nuovo’) sono provinciali, il concorso è stato regionale.

C’è però un problema, già evocato dal bando: per tutelare i precari ‘storici’, dei posti messi in ruolo metà andrà alla graduatoria del concorso (e saranno quindi TRE posti, per 20 vincitori), l’altrà metà alla graduatoria ‘vecchia’ (in cui sono presente anch’io ma in posizione peggiore rispetto a quella concorsuale). Ok, penso, se i posti a Roma sono 5 e noi del concorso siamo TRE ed io ci sono, è fatta.

ERRORE. Con un procedimento certamente legittimo ma poco ‘giusto’, i posti per i vincitori del concorso sono ripartiti ex lege tra le provincie: 1 posto a Viterbo (Montefiascone, per la cronaca, a 118 km da casa mia), 1 posto a Latina (Aprilia) ed UN SOLO POSTO A ROMA (da scegliere fra i cinque disponibili, tra cui la scuola dell’anno scorso). Ed io sono il SECONDO A SCEGLIERE, dopo la prima classificata che prende una sede nella provincia di Roma.

Viterbo/Montefiascone è escluso a priori, resta la possibilità di Aprilia, non così terribile da raggiungere (ho dato di peggio, diciamo, tra laghi e castelli). PROBLEMA. Una legge, voluta credo dalla Lega per evitare che i terroni si spostassero a nord, stabilisce che si debba restare nella provincia di nomina per cinque anni (poi ridotti a tre); in questo nuovo mondo dei neo-immessi in ruolo di cui so poco, mi pare di capire che la scuola della prima nomina sia comunque provvisoria e che nulla garantisca di non avere poi sede definitiva altrove nella provincia – il che voleva dire un anno ad Aprilia ma i due anni successivi in località ignota nella provincia di Latina (la seconda del Lazio per numero di abitanti e quindi verosimilmente quella con più sedi ‘lontane’). Questi i contro, l’unico pro era il fatto di insegnare nella classe di concorso in cui ho sempre insegnato.

Ero però vincitore di cattedra anche nella graduatoria dell’A051 (italiano/latino), tra le cui sede, di gran lunga più numerose, c’era anche il liceo scientifico sotto casa, gigantesco pro (oltre al fatto di rimanere, per i successivi due anni, comunque nella provincia di Roma) Il contro è il fatto di non insegnare greco (ma posso sempre leggere Libanio nel tempo libero, comunque); un mezzo contro è la possibilità di avere Italiano al triennio, cioè il programma di letteratura che non ho mai insegnato (se capita italiano al biennio del classico si fanno altre cose), cosa che però può essere anche stimolante intellettualmente (ommioddio posso fare Montale!) o umiliante per tutte le parti in causa (il ‘saggio breve’).

E così, UNDICI ANNI DOPO le abilitazioni, sono entrato di ruolo, A051.

Il cerchio un po’ si chiude, perché la mia prima classe fu un liceo scientifico nel 2003/2004 (all’estero, perché per un po’ è stato divertente fare il cervello in fuga). E se si aspettano di non fare ‘autori’ perché è uno scientifico, sappiate che sto prendendo in mano il Sidereus Nuncius di Galileo ;-)!

Scrivo queste righe poche ore prima di cominciare e chi mi conosce sa quanto sia per me difficile esprimere quanto penso; mi sento solo di dire grazie a tutti gli studenti ed i colleghi che ho conosciuto in questa lunga fase 1.

Buon anno scolastico…

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