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l’illimitato è ciò di cui continua ad esserci qualcosa oltre, non ciò di cui niente è oltre

29 agosto 2014

fisicaIIIUna delle mie più esaltanti scoperte liceali è stata notare che i libri di ‘metafisica’ di Aristotele si chiamano così perché vengono dopo (in greco meta;) quelli della ‘fisica’, e quindi mi è parso opportuno partire dalla materia per poi eventualmente andare oltre.

Mi è venuta in soccorso la Carocci, che ha da relativamente poco pubblicato il terzo volume della Fisica, a cura di Monica Ugaglia che, avendo un dottorato in fisica matematica, presta meno attenzione del dovuto all’uso dell’ottativo ed al valore risultativo del perfetto (ma è molto attenta alla dimensione lessicale) e più alle sottigliezze del ragionamento aristotelico, il che non è necessariamente un male; altri hanno scritto pagine essenziali sul ruolo dei classici nella storia della scienza e mi piacerebbe davvero avere una migliore base scientifica per affrontare tale ambito con competenza (e spiegare improbabili forme verbali, tipo ajnagegravfqw, a partire dalla spiegazione che Euclide fornisce, in Elementi I, del teorema di Pitagora – non pensavo neanche esistesse, la III singolare dell’imperativo perfetto passivo, qualcosa tipo “sia dato per disegnato” – alcune grammatiche lo ignorano direttamente).

Anyway, qui si parla (in maniera non facilissima, ma Aristotele è sempre tostino) nei primi tre capitoli della definizione di movimento (come atto di ciò che è in potenza) e poi (capp. IV-VIII) dell’affascinante tema dell’infinito (ajvpeiron), forse meglio traducibile con illimitato, che per Aristotele esiste solo in potenza e non in atto e soprattutto non è cosa in sé stante (STFU, Anassimandro).

In tutto questo, il cuor si spaura, no?

8 commenti leave one →
  1. 31 agosto 2014 4:56 PM

    Davvero pensa che abbia prestato meno attenzione del dovuto al risultativo del perfetto? Dove? (posso domandare?) In ogni caso non è a cagione del dottorato in fisica matematica, che è roba di tanto tempo fa, e speravo di aver rimediato, nel mentre…

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    • 31 agosto 2014 5:28 PM

      In 208a5 13 ‘sumbebeken’ è tradotto col presente, ma nel commento non ne viene data spiegazione ;-)! In realtà volevo solo essere spocchiosamente simpatico ma evidentemente non ci sono riuscito (ad essere simpatico, spocchioso mi è venuto bene) e me ne scuso. Spero comunque di essere riuscito a trasmettere l’interesse per il suo lavoro ed una certa ammirazione per chi riesce a conciliare gli studi umanistici con quegli scientifici

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      • 31 agosto 2014 7:29 PM

        Ah, bene, avevo paura fosse peggio. E poi no, invece l’ho trovato simpatico, solo che anche io soffro di ammirazione grande per chi ha fatto studi umanistici duri, ed è una sola cosa ma lo è sul serio, mentre io mi sento sempre così, un poco troppo a metà, cosicché mi viene la coda di paglia

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  2. 31 agosto 2014 7:39 PM

    Come sai, sulla porta dell’Accademia di Platone c’era scritto “non entri chi non è matematico”, per cui siamo tutti un po’ “a mezzi” ;-)!

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Trackbacks

  1. secondo aristotele la dottrina atomistica (come ogni altra dottrina che non sia la sua) è sbagliata | cheremone
  2. istanbul, not constantinople | cheremone

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