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40,8%

12 giugno 2014

Ogni anno, alla fine della scuola, faccio compilare agli studenti (anonimamente) una scheda di valutazione del mio lavoro; la cambio può o meno ogni volta perché non sono riuscito ancora a trovare un modello che mi convinca pienamente – quest’anno ci sono andato vicino e mi sono ispirato a questa griglia. Alcuni dati sono interessanti a prescindere dal contesto (3 classi di classico, due terzi anni ed un quarto anno, totale delle risposte ricevute 58) e dalla mia impostazione didattica, e dicono cose importanti per chiunque abbia a cuore la scuola. I dati che mi hanno colpito di più sono:

– da un paio d’anni, ispirato da alcune cose del CLIL, propongo ogni tanto dei ‘giochi’ per vivacizzare la lezione (cruciverba, puzzle, memory e cose simili); questi giochi ottengono un ottimo gradimento e piacciano “abbastanza” o “molto” al 91% degli studenti. Se però viene chiesto loro di valutare quanto queste attività contribuiscano al loro apprendimento, un 28% di studenti ritiene che contribuiscano “per nulla” o “poco”. Premesso che è possibile che gli studenti ne traggano giovamento senza rendersene conto, il dato mi pare significativo e di sprone a pensare attività ‘ludiche’ che siano davvero efficaci e non servano solo ad allentare la ‘tensione’ dell’ora di lezione, che credo sia comunque una cosa importante

– un dato secondo me molto problematico è quello per cui il 36% degli studenti afferma di venire a scuola con ‘nessuna’ o ‘poca’ voglia di fare; confrontando queste risposte con quelle ad altre domande legate alla loro autovalutazione della preparazione ed al grado di ansia/tensione con cui affrontano le verifiche scritte ed orali, risulta abbastanza chiaro che i fattori emotivi giochino un ruolo molto importante nella motivazione degli studenti (ho scoperto l’acqua calda, lo so)

– riguardo le prove di verifica orali o scritte, i più (70%) si sentono ‘abbastanza’ o ‘molto’ preparati prima delle interrogazioni orali (che non sono ‘programmate’, btw), contro il 61% che si sente preparato prima delle verifiche scritte; la discrepanza sarà da attribuire al fatto che la ‘versione’ di latino/greco è solitamente percepita come più impegnativa dell’interrogazione orale – secondo me è dovuto al fatto che mentre per le interrogazioni orali le ‘consegne’ di studio sono da parte mia chiaramente presentate (i testi da studiare sono questi, le pagine del libro sono queste etc. ), per la versione le indicazioni risultano un semplice elenco di regole (“la versione sarà sull’ablativo assoluto ed il supino passivo”) che probabilmente aiuta solo fino ad un certo punto. D’altro canto, ben l’80% di loro si sente a proprio agio durante le interrogazioni contro il 47% che si sente a proprio agio durante le verifiche scritte (mi hanno fatto anche notare che avere un timer durante le verifiche scritte aumenta la tensione, mentre nella mia mente era un’idea brillantissima. Idea cassata per l’anno prossimo, direi)

– come comprensibile, infine, gli studenti sono letteralmente spaccati a metà (50% vs 50%) nel ritenere ‘giuste’ le valutazioni delle verifiche scritte/orali. Escludendo che quelli che le ritengono ‘per nulla’ (4%) o ‘poco’ (46%) giuste pensino che i miei voti siano troppo alti (!), la questione della valutazione resta un problema aperto su cui non si smetterà mai di riflettere, visto che l’obiettiva oggettività di alcuni test a risposta chiusa è spesso considerata spersonalizzante e mortificante da alcuni alunni.

Come al solito, non si finisce mai di imparare…

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