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tealogia

1 maggio 2014

ribellididioChe nella Roma antica le donne dovessero stare in silenzio, lo attesta banalmente la figura di Tacita Muta (un paio di spunti bibliografici stanno qui), che accompagna la raffigurazione femminile nel mondo antico (come nel caso di Ottavia).

Per quanto riguarda la storia del cristianesimo, Paolo parrebbe ugualmente perentorio (mulieres taceant in ecclesia… ) ma a ripercorrere la storia della salvezza vengono fuori un bel po’ di ribelli, almeno a leggere il recente (e bellissimo, già dal titolo) Le ribelli di Dio di Adriana Valerio, una che su questi temi ha passato un po’ di tempo, diciamo.

Il lavoro si muove infatti fra Antico e Nuovo Testamento, da Eva fino alle lettere paoline, per rileggere in maniera intrigante le voci femminili spesso accantonate da chi ha messo insieme la ‘bibbia’ (cioè maschietti bianchi eterosessuali), offrendo così un itinerario affascinante, supportato inoltre da riferimenti ad altre donne che, dal medioevo in poi, hanno anch’esse ri-letto la Scrittura trovandone spunto per le lotte abolizioniste nei confronti della schiavitù ed in generale per i diritti (politici e sociali) delle donne.

Scopro poi che una delle plausibili etimologie del nome di Maria (Miriam, in ebraico) varrebbe proprio “ribelle”, il che fa davvero guardare le cose in modo diverso…

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