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una canzone a caso – 67

27 aprile 2014

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Seal, Crazy

Seal saltò fuori nella primavera-estate del 1990, cantando (magistralmente) Killer di Adamski. Qualche mese dopo si venne a sapere che stava lavorando con Trevor Horn, per cui le aspettative erano notevoli. E non furono deluse dall’apparizione del suo primo album (Seal, 1991 – poi avrebbe continuato a fare dischi tipo Seal II, III, IV, come un Peter Gabriel qualsiasi), che, oltre a riproporre una nuova versione di Killer, aveva cose notevoli come Future love paradise.

Ma il suo momento sublime resta il primo, Crazy:

Come i momenti migliori dei Frankie Goes To Hollywood, il testo di Crazy può non voler dire assolutamente niente o avere profondi riferimenti metatostorici…

Propendo per la seconda ipotesi, perché ho sempre pensato che avesse a che fare con la prestroika (A man decides after seventy years / That what he goes there for, is to unlock the door Gorbachev?), il muro di Berlino (And through a fractal on a breaking wall / I see you my friend, and touch your face again), piazza Tienanmen (Crazy yellow people walking through my head / One of them’s got a gun, to shoot the other one / And yet together they were friends at school) ed in generale l’amara constatazione che per sopravvivere dobbiamo diventare un po’ pazzi (come It takes a fool to remain sane degli Ark, direi).

Capolavoro. Assoluto

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