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sttng5

10 marzo 2014

905229_300x300_1Ormai stabilitasi come un capolavoro, Star Trek The Next Generation fu capace di una grandiosa quinta stagione, piena di momenti epocali, tipo:

– la seconda parte di Redemption, con la riabilitazione di Worf e  un fantastico paradosso spazio-temporale con la figlia di Tasha Yar, purtroppo mal sfruttata in seguito

Darmok, di cui ho gia’ detto

Ensign Ro, episodio che, oltra ad introdurre i Bajoriani che avranno poi lunga vita a Deep Space Nine, ci presenta uno dei personaggi piu’ affascinanti di tutto ST

– le due parti di Unification, con Sarek e soprattutto Spock

Disaster, essenzialmente perche’ Picard canta Fra’ Martino campanaro (!) – che non ha scritto Manlio Sgalambro, eh

New ground, perché Worf alle prese con Alexander è fantastico

Conundrum perché il triangolo Riker/Troi/Ro è completamente imprevedibile

Ethics e The outcast, perché Star Trek al suo meglio sa toccare temi importanti, pur con qualche caduta di stile

Cause and effect, perché è una perfetta storia di fantascienza

The first duty, perché hanno finalmente scritto un grande episodio per Wesley Crusher

The cost of living, perché il rapporto tra Luaxana Troi ed Alexander è tenerissimo

I, Borg che è meglio di tutto il bildungroman di Seven of Nine

– The inner light, forse il miglior episodio di ST di tutti i tempi

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