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they even made you change your name

14 febbraio 2014

Robert Williams ha da poco compiuto quarant’anni, solo che lo conosciamo tutti come Robbie anche se lui si faceva chiamare Bob. Ma i discografici lo costruirono come Robbie e da allora sarà sempre Robbie Williams, che non è un cantante ma ormai un marchio brevettato – pure Zayn degli One Direction si chiamava Zain ma con la y è diventato più figo. E anche Bryan dei Westlife si chiamava Brian.

Tristezza infinita.

Anyway, RW compie 40 anni e per festeggiarlo qua ci sono i suoi quaranti più grandi successi in Inghilterra (e qua le sue canzoni migliori secondo Luca Sofri). Non essendo da meno, questi sono secondo me i suoi 11 momenti migliori, in ordine alfabetico:

1 – Advertising space, che è la sua ballatona migliore. Meglio di Angels:

2 – Come undone. La canzona è talmente cinica che non volevano pubblicargliela, perché svela che tutto è fatto per soldi (So write another ballad, mix it on a Wednesday /Sell it on a Thursday, buy a yacht on Saturday). Il video è un filino inquietante.

3 – Feel. Fu il singolo precedente rispetto a Come undone, il che ne fa dubitare della sincerità:

4 – I will talk and Hollywood listen. Tutta la fase swing di Robbie mi ha sempre lasciato perplesso. Questa però non è una cover ma una canzone originale, piena di superbia ed arroganza e nello stesso tempo drammaticamente patetica.

5 – Jealousy. E’ una delle prime canzoni che i Pet Shop Boys hanno scritto, anche se è stata pubblicata nel loro quarto album. I versi iniziali vengono dall’Otello di Shakespeare, poi entra Robbie e la canta. Meraviglia.

6 – My culture. Questa viene da un progetto che si chiamava 1 Giant Leap e Robbie canticchia mentre Maxi Jazz dei Faithless reppa.

7 – No regrets. Giunto al secondo album, Robbie decise di togliersi qualche sassolino dalle scarpe, come suole dirsi. Qui se la prende col manager dei Take That ed è una canzone cattivissima:

8 – She’s Madonna. Canzone scritta coi PSB, è forse il suo momento sublime. Quello che poi dice en travesti all’inizio ed alla fine del video è una profondissima riflessione sulla sua immagine pubblica:

9 – Strong. Altro capolavoro, dall’incipit (My breath smells of a thousand fags / And when I’m drunk I dance like me dad) al ritornello (you think that I’m strong / you’re wrong) al video:

10 – Supreme. Cita pesantemente I will survive di Gloria Gaynor e già per questo è un capolavoro. Qui la canta in francese.

11 – There are bad times just around the corner. Vecchissima canzone di Noel Coward, perennemente attuale:

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