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it’s only just light years to go – cheremone’s concorso – 9

5 gennaio 2014

(continua da qua)

Finiti gli scritti a febbraio, inizia una lunga ed estenuante attesa. All’orale infatti si accede solo previo superamento degli scritti, per cui mi rifiuto di studiare alcunché per evitare fatiche vane in caso di bocciatura.

L’attesa è comunque sgradevole, anche perché avviene in un succedersi di voci confuse, che parlano di griglie di valutazione per le quali è impossibile prendere il massimo dei voti, di commissioni fatte e rifatte perché i docenti si dimettono appena scoprono che la mole di lavoro loro richiesta è emunerata in maniera ridicola e di salti nel vuoto di quanto si debba effettivamente studiare (pare infatto che oltre a poterci chiedere tutto lo scibile umano di italiano, storia e geografia, vi saranno pure un commissario di inglese ed uno di informatica – per quanto siano stati già oggetto della prova preselettiva – e poi qualcuno potrebbe chiedere le temibili “avvertenze generali”, cioè una massa di cose che spaziano dal sociopsicopeda alla legislazione scolastica dal 1861 all’altro ieri – la nuova invenzione dei BES, su cui si potrebbe dire parecchio).

La vita riprende, e finisco a fare il commissario agli Esami di Stato. Una mattina degli orali arriva la mail latrice (?) della lieta notizia: ho decentemente passato lo scritto di italiano/storia/geografia e mi aspetta l’orale, a fine luglio.

L’unica cosa che sappiamo dell’esame è che il giorno prima si sorteggia un argomento (le commissioni ne devono preparare il triplo rispetto al numero dei candidati, il che porterò a tracce che spaziano da cose generalissime alle guerre cino-giapponesi) su cui bisogna preparare una lezione, la cui presentazione deve durare mezz’ora, dopo di che tirano fuori i mitra e aprono il fuoco.

Inizia una ventina di giorni di studio matto e disperatissimo: di informatica e inglese non faccio nulla, cerco di orientarmi nelle “avvertenze generali”, leggo monografie di letteratura, imparo capoluoghi di provincia e studio i Sumeri.

Gli esami sono in un professionale in centro, frequentato a luglio solo da una massa di trenta-quarantenni devastati (noi) e da studenti con corsi di recupero; le commissioni sono tre e già corrono voci inquietanti su una di loro. Al sorteggio ritrovo un po’ di persone che avevano fatto lo scritto con me. Quando viene il mio turno, mi tocca un argomento di storia medievale. Incubo.

La sfida intellettuale di essere in grado di prepararsi su qualsiasi argomento in 24 ore è stimolante, se uno si mette nell’atteggiamento giusto.

Il percorso che metto insieme mi pare convincente, il PowerPoint (sì, lo so che è moralmente discutibile, ma lo facevano tutti e pareva brutto) che preparo con l’aiuto di dp ha i suoi momenti efficaci (sono particolarmente orgoglioso della mia appendice CLIL) ed in finale non mi pare il caso di frignarsi addosso.

Vado a fare l’esame e scopro che sono uno degli ultimi del giorno, per cui l’attesa assume aspetti snervanti (gente che piange, record di sigarette fumate ampiamente battuto e più volte, terrore endemico). Quando tocca a me, sono un po’ stracotto e non splendido splendente come mi piace essere. Ed il fottuto PowerPoint non funziona. Grazie, Windows.

Alla fine passo, con un voto comunque molto alto ed una certa leggerezza. Che passa subito. Perché, dicono, “a giorni” ci saranno i risultati dello scritto di latino…

(continua – si, ho passato pure lo scritto di latino)

6 commenti leave one →
  1. anonimo navigatore permalink
    7 gennaio 2014 7:17 PM

    Professore, leggendo le tue imprese concorsuali – ma anche tutto il blog eh! – non posso fare a meno di sentirmi una ignorante stellare… grazie 😉

    P.S.: ebbene sì: non ho usato l’elisione “un’ignorante” perché il nick con l’universale maschile con quell’apostrofo mi avrebbe fatto passare davvero per tale. 😉

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  2. anonimo navigatore permalink
    8 gennaio 2014 11:41 PM

    Questo lo conoscevo: letto da qualche parte in qualche dotto commento a Catullo pieno di digressioni… dici la verità: lo hai linkato per consolarmi! 😉

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