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talking tocarion

23 settembre 2013

introduzionecampanileNon per continuare la mia personale polemica contro la “nuova” università, ma scopro che ad un certo punto un manuale come Le lingue indoeuropee pubblicato da il Mulino negli anni ’90 risultava troppo complesso e lungo per i ggiovani, per cui nel 2005 ne hanno tratto tre capitoli e pubblicato una più snella Introduzione alla lingua e alla cultura degli Indoeuropei. In pratica, all’università non fanno più neanche leggere un libro, al massimo fanno leggere alcuni capitoli di un libro.

Anyway, i tre capitoletti qui riprodotti sono certamente interessanti, per quanto di difficoltà crescente.

Il contributo di Enrico Campanile (“Antichità indoeuropee”) è quello più abbordabile, trattandosi di una rassegna di quanto si sa o si può ricostruire sulle istituzioni indoeuropee e le caratteristiche comuni alle varie culture riconducibili ad un comune sostrato – ci sono così affascinanti osservazioni sui lupi blu irlandesi e sui figli del ginocchio, nonché la conferma dell’importanza di Dumezil, di cui si parlava qui.

I due capitoli successivi (a cura di Calvert Watkins e Bernard Comrie) richiedono invece santa pazienza perché strettamente linguistici, il primo dedicato ad una introduzione alla grammatica indoeuropea (incantevolmente complesso – e piace ritrovarci quelle due-tre cose che cito sempre e che perplimono gli studenti) ed il secondo ai rapporti dell’IE con altre eventuali protolingue (sì, si cita il nostratico).

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