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siamo tutti romanisti

8 agosto 2013

santuccidirittoPremesso che più leggo di diritto romano meno ci capisco, Diritto romano e diritti europei di Gianni Santucci, dopo una lunga introduzione in cui si percorrono i diversi esiti del diritto romano nei diritti moderni (pare che la Repubblica Sudafricana si basi essenzialmente sul diritto romano, mediato dalla giurisprudenza olandese del XVII secolo. Lovely), analizza tre casi emblematici di continuità/discontinuità dell’esperienza giustinianea.

Si parte dal principio di utilitas contrahentium come paradigma per individuare i vari livelli di colpa nel rapporto debitore/creditore, si prosegue con l’esame dell’idea di diligentia quam in suis (che, a fianco del modello del buon paterfamilias, resta attiva la dove si parli del ruolo del tutore, persino in aree insospettabili come il diritto giapponese) e si conclude parlando di diritto societario, nello specifico di quel quid (che il primo codice civile della Louisiana chiamava credit ed i latini gratia) che un socio può apportare ad un’impresa e che non è qualificabile né come capitale (pecunia) né come manodopera (opera/industria).

Un po’ da specialisti, mi sa, ma comunque interessante.

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