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una canzone a caso – 23

29 Maggio 2013

37600Con sorpresa scopro di avere in iTunes ventotto (28!) versioni di West end girls dei Pet Shop Boys.

La più breve è quella della loro apparizione alla Cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Londra, la più lunga è quella tratta da Disco, il loro primo (e letteralmente perfetto) album di remix.

In mezzo c’è la versione originale prodotta da Bobby Orlando che non ha molto in comune con quella definitiva di Stephen Hague (restano, ovviamente, quelle tre note essenziali ma persino il testo offre sorprese – who do you think you are, Joe Stalin?), un po’ di versioni dal vivo ed innumerevoli remix che l’hanno sempre resta attuale, per quanto l’idea di un rap inglese sia, oggi, banale.

West end girls è, innanzitutto, una canzone sulla società inglese e la sua divisione in classi, con i ragazzi dell’east end che cercano di conquistare le ragazze del west end ma è anche una riflessione sulla società moderna e sul nonsense dell’esistenza (too many shadows, whispering voices / faces on posters, too many choices), sospesa tra passato (from Lake Geneva to the Finland station, frase che riassume le vicende prerivoluzionarie di Lenin) e futuro (here today, built to last) senza averne la minima idea (we’ve got no future, we’ve got no past).

Nel video Neil Tennant gira per Londra con Chris Lowe che gli sta dietro senza fare niente:

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