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kill your idol

24 gennaio 2013

Elimination-Night-A-Novel-by-AnonymousA leggere quanto se ne scriveva prima che fosse pubblicato, pareva che questo Elimination night, di autore anonimo (oh! la suspence!), dovesse essere la proverbiale goccia che fa traboccare il vaso e svelare tutto ma proprio tutto il torbido che si cela dietro la “reality tv”, o specificatamente American Idol (stagione 10, ad essere precisi).

E’ vero che dietro i personaggi di un inventato Project Idol sembrano celarsi Jennifer Lopez, Steven Tayler ed un assolutamente insignificante Randy Jackson (i tre giudici – ho come l’orrenda impressione che Randy Jackson ad un certo punto sia stato “famoso” in Italia ai tempi in cui Zucchero cantava di sane e consapevoli libidine che salvano i ggiovani dallo stress e dall’Azione Cattolica), ma Elimination night mi pare altro.

Come La mascherata di Alberto Moravia riusciva, nel 1941, a prendere in giro il fascismo in una sarcastica rappresentazione di un paese inventato che sapeva molto dell’Italia del ventennio (si dovette arrivare alla seconda edizione perché i gerarchi se ne accorgessero ed il libro fosse posto sotto sequestro), così Elimination night ci trasporta in una realtà parallela in cui è facile perdersi, senza per questo dover trovare precise corrispondenze tra quel mondo e questo qua, anche per via di un certo ricorso all’iperbole.

La bellezza del romanzo non è nello scoprire che ai produttori interessa che le cantanti donna abbiano le gambe in bella vista, che quanto dicono i concorrenti è imparato a memoria, che i giudici pensano solo ai soldi, che J-Lo ha 12 baby sitter o che il conduttore mangia cuccioli di cane ed è segretamente innamorato di Simon Cowell, ma nella dissacrante rappresentazione dello star system, visto con gli occhi di un narratore (narratrice, anzi) che, per risparmiare abbastanza da potersi dedicare a scrivere “il grande romanzo americano”,  si mette a lavorare per la Fox (qui chiamata Rabbit!) ed ha bisogno che uno Steven Tayler in overdose le spieghi il senso della vita.

Romanzo postmoderno dell’anno, direi.

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