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rhythm is a dancer

29 ottobre 2012

Colto di sorpresa da uno studente che ha beccato una soluzione in un tetrametro trocaico catalettico mentre io non la vedevo, ho deciso di punirmi leggendo un poderoso manuale universitario del sempre grandioso Bruno Gentili (qui coadiuvato da Liana Lomiento), Metrica e ritmica.

Un pregio di Gentili è sempre stato quello della chiarezza espositiva che, senza mai cadere nel pedante, accompagna il lettore passo a passo anche dove le cose si fanno difficili; ci riesce ottimamente nella prima sezione (“una revisione storica”), si perde un po’ nel blocco centrale (“poesia cantata” – dalle parti dell’emiasclepiadeo I ho cominciato a dare segni di cedimento) e si riprende benissimo nei capitoli sui versi più familiari (“poesia recitata ed in recitativo”), dove si ritrovano acute osservazioni su giambi, tetrametri trocaici ed esametri – su quest’ultimi sono sempre brillanti i riferimenti all’idea che la poesia omerica nasca per cola affiancati (anche l’esametro sarebbe un asinarteto), cosa che, come per il saturnio, ci porta direttamente in territorio indoeuropeo.

Ah, c’è anche una (per me) ignota etimologia di ritmo, che verrebbe da un verbo rhuomai, “rispettare”, cosa che fa leggere in maniera nuova quel “riconosci quale ritmo tiene gli uomini” di Archiloco.

Il ritmo è una regola, insomma.

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