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threegleed

22 ottobre 2012

Nel momento di suo massimo successo (le prime due stagioni), Glee andò in tour negli Stati Uniti ed in Inghilterra, per diventare poi un film-concerto a 3D (io l’ho visto in 2D).

Il concerto è intervallato da interviste ai fan della serie e segue in modo particolare la storia di un ragazzo gay, di una ragazza con sindrome di Aspenger e di una cheerleader affetta da nanismo, a ricordare che le le cose migliori prodotte da Glee sono le idee, mai smielate, di accettazione e rispetto – e Teenage dream a cappella, ovviamente.

Quello che mi lascia perplesso è la scelta di interpretare il tutto non come se fossero gli attori di Glee a cantare le canzoni di Glee ma i personaggi stessi, ormai talmente inglobati nella persona televisiva (persino i “dietro le quinte” sono fatti così) che sul palco si chiamano coi nomi della serie, come se in tour ci fossero i New Directions; che Artie stia sulla sedia a rotelle (tranne che per The safety dance) a me pare, nel contesto del concerto, una forzatura non di ottimo gusto, insomma.

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