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menecmi di fieno

13 ottobre 2012

A suo tempo devo aver comprato questo Uomini di paglia per via della fascetta dell’editore che presentava Michael Marshall come “il nuovo Stephen King“.

Il nuovo Stephen King certo non è, e non prova neanche ad esserlo (manca totalmente il riferimerimento al sovrannaturale, che domina il 99% dei libri di King, tranne il suo capolavoro, The body, e lo stile va proprio da un’altra parte), ma è comunque un romanzo (thriller?) carino, soprattutto per la scelta di aprire con una scena che viene spiegata solo nelle ultime pagine e quella di unire due storie parallele, una raccontata in prima persona ed una in terza, che più o meno a metà libro si uniscono.

Altro non direi, perché già il titolo del post svela troppo.

Curioso il traduttore, così dotto da riconoscere una citazione di Yeats (p. 235) ma convinto che le Dixie Chicks siano dei maschietti (p. 23)…

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