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blur@21 – 6

13 agosto 2012

Mi pare di ricordare che Baby one more time di Britney Spears e Tender dei Blur furono pubblicate lo stesso giorno; mentre per la canzone di Britney furono necessari tutti i 3 minuti e 30 secondi di ascolto per capire che si era di fronte ad un capolavoro, Tender mi colpì subito come qualcosa di speciale.

L’album da cui era tratta, 13, passerà alla storia come la colonna sonora della fine della storia tra Damon e Justine, perché è il disco è quasi una seduta di terapia per rimettersi in piedi quando tutto sembra finito – No distance left to run, infatti.

E’ anche l’album in cui Graham viene fuori con la sua cosa migliore (Coffee & TV), quello in cui si abbandona il consueto logo del gruppo (ancora presente nel disco precedente) e l’ultimo album fatto in quattro, prima della reunion del 2009.

La riedizione del disco (non rimasterizzata) non contiene grandi rarità (al massimo c’è un demo di I got law) ma permette comunque di riscoprire un lavoro importante, forse più adesso che allora.

 

 

 

4 commenti leave one →
  1. ephemerol permalink
    13 agosto 2012 2:11 PM

    CA-PO-LA-VO-RO.
    Roba che se anziché i Blur lo faceva un gruppo sconosciuto tipo della Warp era considerato il disco del secolo.

    "Mi piace"

Trackbacks

  1. blur@21 – 7 « cheremone
  2. una canzone a caso – 156 | cheremone
  3. una canzone a caso – 330 | cheremone

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