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blur@21 – 5

12 agosto 2012

Dopo The great escape (grande successo commerciale, ma anche trasformazione dei Blur in celebrities, motivo per cui decisero di fuggire in Islanda) l’idea era quella di fare un disco praticamente inascoltabile.

L’obiettivo fu miseramente mancato, perché a Damon pare sia impossibile scrivere una melodia sgradevole, anche quando ci prova (vedi Beetlebum) e Blur si rivelò ancora una volta un grande successo e, tramite Song 2, aprì al quartetto il mercato statunitense, che li aveva fino a quel punto beatamente ignorati.

La nuova edizione del disco, rimasterizzato, raccoglie i lati b dei singoli (che sono spesso migliori dei lati a) ed alcune rarità, apparse solo in Germania (quattro brani acustici, tra cui la versione definitiva di This is a low) ed Olanda (tre brani registrati dal vivo ad Utrecht).

I Gorillaz erano ancora un’idea nella mente di Dio, ma le basi stanno qua…

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  1. blur@21 – 6 « cheremone

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