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blur@21 – 4

11 agosto 2012

La trilogia iniziata con Modern life is rubbish e continuata con Parklife giunse a conclusione nel 1995, con il quarto album dei Blur, The great escape, disco che fu un gigantesco successo commerciale ma che segnò anche la perdita della credibilità finora aquisita (prima prova: il video di Country house).

La querelle con gli Oasis (seconda prova) oggi pare ridicola e, per quanto The great escape non sia assolutamente un brutto disco (cosa che non può essere un album che comprenda The universal), è ovvio che il disco dell’anno fu (What’s the story) Morning glory e la quaestio è prontamente soluta.

17 anni dopo, The great escape resta una raccolta di belle canzoni (Charmless man, Yuko & Hiro, Best days), forse iper-prodotto e con un suono meccanico, quasi che i Blur avessero venduto l’anima al diavolo (terza ed ultima prova).

(la riedizione dell’album comprende i lati b dei quattro singoli, la rara Eine kleine lift musik ed un paio di brani a suo tempo esclusi dal Live at the Budokan)

Due anni dopo avrebbero dato una svolta radicale alla loro carriera…

3 commenti leave one →
  1. ephemerol permalink
    13 agosto 2012 11:38 AM

    “per quanto The great escape non sia assolutamente un brutto disco (cosa che non può essere un album che comprenda The universal), è ovvio che il disco dell’anno fu (What’s the story) Morning glory e la quaestio è prontamente soluta”

    Amen.

    "Mi piace"

Trackbacks

  1. blur@21 – 5 « cheremone
  2. una canzone a caso – 9 | cheremone

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