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you may break the skin but you can’t kill the soul

10 agosto 2012

Dopo l’esperienza con i Bronski Beat, Jimmy Somerville trovò un nuovo partner musicale in Richard Coles, con il quale mise su i Communards e raggiunse l’assoluta perfezione con la cover di Don’t leave me this way (tra i cui merita giova anche ricordare l’aver avviato la carriera della meravigliosa Sarah-Jane Morris).

Dei due album che fecero, il secondo, Red, ora riedito, è quello più politicamente sfacciato, come attestano il titolo stesso (d’altronde il nome del duo richiamava la Comune di Parigi) ed alcuni brani (There’s more to love than boy meets girl e For a friend); la ricerca di equilibrio tra impegno politico e necessità commerciali richieste dalla casa discografica portarono i Communards a parecchi compromessi (la cover di Never can say goodbye di Gloria Gaynor resta inutile) che permisero comunque cose come Tomorrow (il primo singolo dell’album, prodotto – e si sente – da Stephen Hague), una canzone che parla con brutale franchezza di violenza domestica:

La ristampa su due cd è un trionfo di lati b, remix ed offre, per la prima volta dal 1988, sette brani dal vivo registrati a Parigi.

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