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ante coitum

23 luglio 2012

Le edizioni ottocentesche dei classici erano così pudiche che, qualora ci fossero testi di carattere osceno, non li traducevano, ma li lasciavano direttamente in greco (rendendo facilissimo mettere insieme una ‘traduzione’ di alcuni libri dell’Antologia palatina… ).

Mi sa che è da Freud in poi che si è cominciato a chiamare le cose col loro nome, anche in riferimento al mondo classico, che in questo tema pare essere particolarmente fecondo e che ha ormai prodotto una notevole bibliografia in materia, in modo particolare negli ultimi venti-trent’anni; uno dei testi più significativi in quest’ambito mi pare essere questo Before sexuality del 1990, che raccoglie una quindicina di saggi sulla sessualità nel mondo greco, da declinare in maniera aprioristica rispetto alla nostra costruzione culturale dell’idea stessa di sessualità, da cui il titolo della miscellanea.

Si comincia con un non molto sensato intervento sull’elemento femminile in un super-maschio come Eracle e si prosegue con un intrigante saggio sulla vita sessuale dei satiri; il terzo intervento è quello che mi ha interessato di più, per via della mia vecchia passione per Iambe che consola Demetra prendendola a parolacce (scopro che in altre versioni della storia il ruolo di Iambe tocca ad una tale Baubo, che fa ridere la dea mostrandole le pudenda – e pare che Baubon sia il nome del fallo di cuoio di cui discutono le due signore nel mio mimiambo di Eroda favorito, il che apre inquietanti scenari).

C’è poi un bel saggio sulla figura di Diotima (la “maestra” di Socrate in fatto d’amore secondo il Simposio di Platone) e sul perché sia una donna, un saggio sulla donna nella letteratura medica (pare che per Ippocrate un sacco di cose potessero essere curate da un rapporto sessuale) ed uno sulla letteratura fisiognomica del II secolo dC (di cui ignoravo l’esistenza), nonché un interessante testo sul concetto di “verginità” nella cultura greca e sul fatto che le vergini-madri non siano un’esclusiva cristiana.

Alcuni interventi sono un po’ insulsi (quello su Dafni e Cloe in particolare), ma a salvare il tutto è il saggio conclusivo del sempre brillante Peter Brown – e siccome si citava Freud c’è anche un bel saggio su Artemidoro e la sua “interpretazione dei sogni”…

 

 

 

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