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“il sole tramontava tutto fuoco”, perché è un crepuscolare, eh

25 giugno 2012

Io sono innamorato di tutte le signore / che mangiano le paste nelle confetterie può essere solo un distico di Guido Gozzano, capace di sorprendere anche in versi minori come quelli raccolti sotto il titolo di Poesia sparse (l’opera omnia – o quasi – sta qua).

Come ne I colloqui, è tutto un trionfo di adolescenze sprecate (in Dante racconta di essersi addormentato durante una noiosa spiegazione a scuola; altrove torna sempre la filza / di verbi greci), di fanciulle evanescenti e pallide, di autocompiacimenti dotti (c’è un sonetto che si chiama Elogio del sonetto, … nobile edifizio / eretto su quattordici colonne), di versi a metà tra l’ironico ed il cinico (Buon Dio nel quale non credo, buon Dio che non esisti).

L’edizione dei Meridiani pubblica inoltre due inediti assoluti, la traduzione gozzanea in torinese stretto di due sonetti di Amalia Guglielminetti (quella di “le donne non sanno scrivere”, credo) che attestano l’interesse di Gozzano per il dialetto che, se la vita non gli fosse stata tiranna, l’avrebbe portato su nuove strade…

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