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mai capito cosa fossero i “rostri”*

17 giugno 2012

Avvicinandosi gli Esami di Maturità, è sempre carino ricordarsi che “compiti in classe” si facessero nella Roma antica (se ne parla qui).

A mo’ di temario, si può partire dalla sesta suasoria messa insieme da Seneca il Vecchio (il cui titolo italiano potrebbe essere qualcosa come “il canditato scriva a Cicerone le ragioni per quali non dovrebbe chiedere perdono ad Antonio“) e pubblicata dal sempre bravo Mario Lentano con il titolo di Cicerone è stato assassinato!

Dopo delle chiare pagine che spiegano come si arrivò all’iscrizione dell’oratore nelle liste di proscrizione dei triumviri, il testo della suasoria offre brillanti esercizi di stile tesi ad escludere da ogni responsabilità Ottaviano, in quanto sarebbe stato assai poco conveniente, all’epoca, ricordare il ruolo del princeps nella cupa vicenda…

(meglio questo che un tema sulla giornata della Bandiera, direi)

*scopro qui che le tribune da cui gli oratori si rivolgevano al popolo erano chiamate “rostri” perché decorate con i rostri delle navi catturate ad Anzio nel 338 aC contro i Volsci. Tié.

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