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un dio cattivo e noioso, preso andando a dottrina

10 febbraio 2012

Ho sempre apprezzato Alberto Maggi, ancora di più da quando quei buontemponi di Pontifex si sono scatenati contro di lui (ad esempio qua), motivo per cui ho prontamente letto il recente Versetti pericolosi, una semplice e nel contempo profondissima lettura del Vangelo meglio scritto di tutti, quello di Luca.

I “versetti pericolosi” del titolo sono tutti i passi lucani in cui Gesù presenta un dio profondamente diverso dal tiranno veterotestamentario, un volto di Dio teso unicamente ad un amore ed ad un perdono incondizionato e per questo pericoloso per chi al tempo aveva il monopolio della verità.

Gli spunti sono tantissimi, uno mi ha colpito in particolare. Verso l’inizio della sua predicazione, Gesù in Sinagoga legge non il testo prescritto ma un passo del capitolo 61 di Isaia, che comincia con Lo spirito del Signore è sopra di me e che finisce con (mi ha mandato) a promulgare l’anno di misericordia del Signore, un giorno di vendetta per il nostro Dio.

Dovrebbe finire così, perché il testo di Luca (4 17-29) finisce con l’anno di misericordia del Signore: Gesù sceglie di non leggere cose come “vendetta” o “nostro Dio“, ed è per questo che tutti ne sono scandalizzati.

Una cosa non detta dice molto più di più di tante parole…

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