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3 novembre 2011

Il 2011 non è solo l’anniversario di Nevermind, ma anche di Achtung baby, l’album degli U2 su cui sono cresciuto (come sul successivo, e paradossalmente più bello, Zooropa – da lì in poi sarebbe stato solo caos e trionfi, tranne forse la notevole Walk on).

E’, dopo due album profondamente americani come The Joshua tree e Rattle & Hum, un disco, si suol dire, mitteleuropeo, registrato tra Dublino e Berlino (quella del “Cielo sopra” e per un film di Wenders gli U2 scrissero Until the end of the world); è il disco in cui gli U2 sperimentano (con risultati imbarazzanti, tipo The fly) ed in cui scrivono la loro canzone che rimarrà per sempre – One, che NON è una canzone d’amore, anzi. E che ricordo che cantavo sempre in giro per Brighton, con F.

Anyway, per i vent’anni Achtung baby è ripubblicato in una miriade di formati (no, non ho comprato quello con occhialoni inclusi, vostro per 400 euro), ma quello più essenziale mi pare questo, con l’album originale ed un secondo cd di lati b e remix; qualcosa già avevo, ma gli U2 che rifanno Paint it black dei Rolling Stones merita sempre. Inoltre c’è un’altra versione di Night and day, che comunque non batte quella più nota, pubblicata in un altro disco importante.

Premesso che non ho mai amato gli U2, One è una delle 5 canzoni più belle mai scritte da essere umano, e non è invecchiata di un minuto.

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