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ut pictura poesis

2 novembre 2011

Premesso che io sono cresciuto sulle edizioni e sui commenti di Gallavotti e di Lanza, ho con qualche perplessità preso in mano la nuova edizione della Poetica di Aristotele curata da Daniele Guastini che, scopro qui, insegna cose strane tipo “storia dell’estetica” e che, come ammette a p. 311, fa un commento “strettamente filosofico” all’opera.

L’approccio filosofico (che temo richieda uno specialista in materia, perché a tratti risulta incomprensibile) ha certamente il pregio di collocare la Poetica nell’insieme del corpus aristotelico (con quindi tutta una serie di riferimenti, lessicali e non solo, alle due Etiche ed alla Retorica, nonché alle operette ‘minori)’ ma talora porta a scelte arbitrarie, per quanto strenuamente difese (francamente non mi sembra condivisibile l’idea di tradurre eikos – solitamente “verosimile” – con “probabile”); sarà poi la deformazione filologica, ma un commento che non approfondisca dal punto di vista letterario i testi tragici citati/evocati da Aristotele mi pare poco convincente (e non solo perché vi si cita due volte il mio mito Cheremone!).

Ciò non toglie che vi siano spunti interessanti, come ad esempio la spiegazione del concetto di catarsi (pp. 160 sgg. ), ma l’editore avrebbe dovuto mettere in copertina un adesivo con scritto “solo se studiate filosofia” e farla finita lì…

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  1. stvoy 6 | cheremone

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