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in via dei matti numero zero

18 ottobre 2011

Nella settima ed ottava puntata dell’X Factor americano i 32 sociopatici (già divisi in 4 gruppi) vengono spediti nelle modeste villette di periferia dei giudici (così Simon Cowell può farci sapere di avere uno yacht ed una villa nel sud della Francia); per dare credibilità alla cosa, Paula Abdul è coadiuvata nella gestione dei gruppi da Pharrell Williams, L. A. Reid in quella dei fanciulli da Rihanna, Simon Cowell da se stesso (pare che Mariah Carey non potesse) in quella delle ragazze e Nicole Scherzinger da Enrique Iglesias (punto che toglie parecchio alla “credibilità” di cui sopra) per i vecchietti.

La puntata scorre con i concorrenti che cantano davanti al loro “mentore” (che pare aver scelto lui le canzoni) e non è chiarissimo perché questa cosa dovesse essere fatta nelle magioni dei giudici e non in uno studio televisivo; qualcosa di decente comunque c’è, come lo splendido arrangiamento di Help dei Beatles di Simone Battle (ma non so quanto la fanciulla c’entrasse con l’arrangiamento) o la versione di Don’t stop the music ad opera di Phillip Lopax (che risente comunque molto di quella di Jamie Cullum).

Non mancano, sono anzi la maggioranza, cose raggelanti, come il ragazzino che dovrebbe stare a scuola, la girl band messa insieme dai giudici che distrugge la versione country di Born this way di Lady Gaga, la ragazza madre che piange continuamente manco fosse Lisa degli Steps, la fan di Justin Bieber che decide di cambiare tutte le note di It must have been love dei Roxette e che la canta come fosse in svedese, lo strano arrangiamento di I will survive, il trentenne del sud che vuole insegnare “caccia e pesca” a suo figlio (cosa che fa un sacco neolitico) e che pare Scotty McCreery da vecchio, la bambina povera che canta I want it that way dei Backstreet Boys, la tizia disturbata che afferma di essere stata il “prototipo di Britney Spears” e lo spazzino ex tossicodipendente che non delude mai.

Menzione speciale perché letteralmente spaventosi per i 10 ragazzini  messi insieme dai giudici dopo aver visto un dvd di Glee. La mia recita di quarta elementare ebbe momenti di ensemble meglio coordinati, giuro:

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