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boyband 92

27 settembre 2011

Lo so, sembrano dei “brutti ceffi”, poco corrispondenti ai mandata estetici di una boyband, ma la storia (stava sul Guardian ma anche sul NME della settimana scorsa) merita.

Si chiamano FB 17, che sembra un incrocio fra Facebook e gli East 17, ma sta per 17 febbraio 2011, il giorno in cui la primavera araba è arrivata in Libia e sono cinque ragazzi di Misrata che, nei giorni più caldi del conflitto, hanno fatto quello che noi chiameremmo un ep (sta su MySpace), cioè un disco di “sole” cinque canzoni (“sole” sta tra virgolette, perché voglio vedere voi a fare una canzone in piena guerra civile).

Musicalmente saranno anche un po’ ingenui (ma l’arabo è una lingua bellissima ed estremamente musicale) ma c’è talmente tanta voglia di libertà che non importa; questa No more lies, poi, non è neanche così ingenua o banale, e può stare a fianco di Bella ciao, perché, come Bella ciao (che era un canto di mondine, prima di diventare una canzone della resistenza), pesca nella tradizione locale per dire qualcosa di nuovo, ed importante.

La mia preferita è questa, che credo dovrebbe chiamarsi Tripoli (dopo una rapida ricerca di fonetica araba):

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